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Come scrivere prompt che funzionano davvero

Di Trinity · MariVision28 luglio 20266 min
Ale di MariVision in uno studio di scrittura futuristico con un editor olografico gigante

Scrivi «fammi un'email per un cliente» e ChatGPT ti restituisce la solita minestra: formale, vuota, uguale a quella di chiunque altro. La butti, la riscrivi a mano e concludi che «l'AI non fa per me». Fermati un attimo: il problema non è quasi mai lo strumento, è la richiesta. Un prompt è un incarico di lavoro — e se dai un incarico vago, ricevi un lavoro vago. Anche da un collaboratore umano, del resto.

Qui trovi le 5 regole che usiamo ogni giorno in MariVision, con esempi prima/dopo su email, preventivi e post. Nessun tecnicismo: solo il metodo. Dieci minuti ora, ore risparmiate ogni settimana.

1 · Dai contesto: chi sei, per chi scrivi, cosa vuoi ottenere

Una stanza da investigatore con una bacheca luminosa che collega schede e documenti

L'AI non sa niente di te finché non glielo dici. Non sa che sei un idraulico di Bergamo, che il cliente aspetta da tre settimane e che vuoi tenerti la commessa senza scusarti troppo. La prima riga del prompt deve dare tre informazioni: chi sei, a chi scrivi, cosa vuoi ottenere.

✗ Prima: «Scrivimi un'email di risposta a un cliente arrabbiato.» ✓ Dopo: «Sono un artigiano, un cliente si lamenta perché il lavoro è in ritardo di due settimane per colpa di un fornitore. Voglio scusarmi una volta sola, dare la nuova data (15 agosto) e mantenere il rapporto. Tono diretto, niente frasi fatte.»

Stessa AI, stesso costo, risultato incomparabile. Il 70% della qualità di una risposta si decide qui, prima ancora di parlare di «modelli migliori».

2 · Mostra un esempio del tuo tono (non descriverlo)

Un atelier con due tele affiancate: uno schizzo grezzo e un quadro finito

«Scrivi in tono professionale ma amichevole» è la frase più inutile della storia dei prompt: significa tutto e niente. La scorciatoia che funziona sempre: incolla un tuo testo vero — un'email riuscita, un post che ha funzionato — e chiedi «scrivi con questo tono».

✗ Prima: «Scrivi un post Instagram professionale ma simpatico per la mia pasticceria.» ✓ Dopo: «Ecco due post che ho scritto io: [incolli i post]. Scrivine uno nuovo sulla torta della settimana, stesso tono, stessa lunghezza, stesso modo di chiudere.»

Un esempio concreto vale più di dieci aggettivi. È il motivo per cui i risultati migliorano di colpo quando smetti di descrivere lo stile e inizi a mostrarlo.

3 · Chiedi il formato esatto: lunghezza, struttura, limiti

Uno studio futuristico con griglie e modelli di documenti ordinati e luminosi

Se non specifichi il formato, decide l'AI — e di solito decide male: troppo lungo, troppo «da tema di scuola», pieno di premesse. Dillo tu: quante righe, che struttura, cosa NON deve esserci.

✗ Prima: «Preparami un preventivo per il rifacimento del bagno.» ✓ Dopo: «Prepara la bozza di un preventivo per il rifacimento di un bagno di 6 m². Formato: tabella con voce, descrizione in una riga, prezzo, tempi. In fondo: validità 30 giorni e modalità di pagamento 30/70. Niente introduzioni.»
Perché ti riguarda: il formato è quello che trasforma l'AI da giocattolo a strumento di lavoro. Quando la struttura è sempre la stessa, il passo successivo è automatizzarla: è la logica delle automazioni AI per aziende, dove documenti ripetitivi come preventivi e report escono già impaginati come li vuoi tu.

4 · Rilancia: la prima bozza non è la risposta

Una forgia dove una lama incandescente viene battuta e rifinita sull'incudine

L'errore più comune: leggere la prima risposta, storcere il naso e chiudere la chat. L'AI non è un distributore automatico, è un dialogo. La prima bozza serve solo a capire cosa correggere — e le correzioni devono essere mirate, non «rifallo meglio».

✓ Rilanci che funzionano: «Taglia del 40%, è troppo lunga.» · «Il secondo paragrafo è freddo: riscrivilo come lo diresti a voce.» · «Togli "non esitare a contattarci", non lo direi mai.»

Tre rilanci mirati battono qualsiasi prompt «perfetto» scritto al primo colpo. Se una richiesta la rifai spesso, salva la versione finale del prompt in un file di note: è la tua libreria personale, e vale oro.

5 · Verifica sempre: i fatti sono responsabilità tua

Un grande archivio con una lente luminosa che esamina documenti sospesi

Regola finale, quella che evita le figuracce: l'AI inventa con totale sicurezza. Date, prezzi, norme, nomi di prodotti: quando non sa, non dice «non lo so» — improvvisa. Prima che un testo esca a nome tuo, i fatti li controlli tu: numeri, riferimenti, promesse al cliente.

Perché ti riguarda: quello che firmi resta tuo, anche se l'ha scritto una macchina. Un prezzo sbagliato in un preventivo o una promessa inventata in un'email sono problemi tuoi, non di ChatGPT. Nella consulenza AI per PMI questo è il primo capitolo: dove l'AI accelera e dove invece serve il controllo umano, nero su bianco.

In sintesi

Contesto nella prima riga, un esempio vero del tuo tono, formato esplicito, rilanci mirati invece di ricominciare, verifica finale dei fatti. Cinque regole, zero strumenti da comprare: la differenza tra chi «ha provato l'AI» e chi la usa ogni giorno sta tutta qui. E quando i prompt diventano routine — gli stessi documenti, ogni settimana — quello è il momento di trasformarli in contenuti e processi che girano da soli.

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