// guida AI per chi lavora
Come scrivere prompt che funzionano davvero
Scrivi «fammi un'email per un cliente» e ChatGPT ti restituisce la solita minestra: formale, vuota, uguale a quella di chiunque altro. La butti, la riscrivi a mano e concludi che «l'AI non fa per me». Fermati un attimo: il problema non è quasi mai lo strumento, è la richiesta. Un prompt è un incarico di lavoro — e se dai un incarico vago, ricevi un lavoro vago. Anche da un collaboratore umano, del resto.
Qui trovi le 5 regole che usiamo ogni giorno in MariVision, con esempi prima/dopo su email, preventivi e post. Nessun tecnicismo: solo il metodo. Dieci minuti ora, ore risparmiate ogni settimana.
1 · Dai contesto: chi sei, per chi scrivi, cosa vuoi ottenere
L'AI non sa niente di te finché non glielo dici. Non sa che sei un idraulico di Bergamo, che il cliente aspetta da tre settimane e che vuoi tenerti la commessa senza scusarti troppo. La prima riga del prompt deve dare tre informazioni: chi sei, a chi scrivi, cosa vuoi ottenere.
Stessa AI, stesso costo, risultato incomparabile. Il 70% della qualità di una risposta si decide qui, prima ancora di parlare di «modelli migliori».
2 · Mostra un esempio del tuo tono (non descriverlo)
«Scrivi in tono professionale ma amichevole» è la frase più inutile della storia dei prompt: significa tutto e niente. La scorciatoia che funziona sempre: incolla un tuo testo vero — un'email riuscita, un post che ha funzionato — e chiedi «scrivi con questo tono».
Un esempio concreto vale più di dieci aggettivi. È il motivo per cui i risultati migliorano di colpo quando smetti di descrivere lo stile e inizi a mostrarlo.
3 · Chiedi il formato esatto: lunghezza, struttura, limiti
Se non specifichi il formato, decide l'AI — e di solito decide male: troppo lungo, troppo «da tema di scuola», pieno di premesse. Dillo tu: quante righe, che struttura, cosa NON deve esserci.
4 · Rilancia: la prima bozza non è la risposta
L'errore più comune: leggere la prima risposta, storcere il naso e chiudere la chat. L'AI non è un distributore automatico, è un dialogo. La prima bozza serve solo a capire cosa correggere — e le correzioni devono essere mirate, non «rifallo meglio».
Tre rilanci mirati battono qualsiasi prompt «perfetto» scritto al primo colpo. Se una richiesta la rifai spesso, salva la versione finale del prompt in un file di note: è la tua libreria personale, e vale oro.
5 · Verifica sempre: i fatti sono responsabilità tua
Regola finale, quella che evita le figuracce: l'AI inventa con totale sicurezza. Date, prezzi, norme, nomi di prodotti: quando non sa, non dice «non lo so» — improvvisa. Prima che un testo esca a nome tuo, i fatti li controlli tu: numeri, riferimenti, promesse al cliente.
In sintesi
Contesto nella prima riga, un esempio vero del tuo tono, formato esplicito, rilanci mirati invece di ricominciare, verifica finale dei fatti. Cinque regole, zero strumenti da comprare: la differenza tra chi «ha provato l'AI» e chi la usa ogni giorno sta tutta qui. E quando i prompt diventano routine — gli stessi documenti, ogni settimana — quello è il momento di trasformarli in contenuti e processi che girano da soli.
Mezz'ora di chiacchierata, zero impegno, parlato semplice.
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