// la guida del martedì

Quale abbonamento AI conviene alla tua attività nel 2026

Di Trinity · MariVision8 settembre 20268 min
Ale di MariVision in un enorme salone buio, sotto file di cartellini dei prezzi olografici luminosi sospesi al soffitto
08 · 09 · 2026 — LA GUIDA DEL MARTEDÌQuale abbonamento AI conviene davvero

La scena si ripete in ogni studio, negozio e officina che ha provato l'intelligenza artificiale nell'ultimo anno: tre abbonamenti attivi, uno usato tutti i giorni, gli altri due che se ne stanno lì a fare rumore sull'estratto conto. Venti euro qui, quindici là, dieci per un servizio attivato a marzo e mai più aperto: sono cinquecento euro l'anno che escono senza che nessuno riesca a dire cosa hanno prodotto in cambio.

Il problema non è il prezzo, che è basso. Il problema è che la scelta viene fatta al contrario: si parte dal nome sentito nominare al bar o dal video su Instagram, invece che dal lavoro che si vuole togliere dalla scrivania. Questa guida prende la strada opposta e in venti minuti ti porta a una decisione sola, con i listini di settembre 2026 alla mano.

1 · Prima del prezzo viene il lavoro

Officina buia di notte con quattro banchi da lavoro illuminati, ognuno con sopra un attrezzo olografico diverso

Nessuno di questi strumenti è «il migliore» in assoluto: sono bravi in cose diverse. Quindi la prima domanda non è quale scegliere, è quale lavoro ti sta rubando più tempo ogni settimana. Nelle piccole attività italiane i lavori ricorrenti sono quattro, e si contano sulle dita.

Scrivere: mail ai clienti, preventivi, descrizioni di prodotto, testi per il sito, post. È il caso più comune e anche quello in cui la differenza fra uno strumento e l'altro si sente di più, perché si sente il tono. Leggere e riassumere: contratti, capitolati, bandi, PDF di quaranta pagine da cui ti serve una riga. Fare immagini: foto di prodotto, grafiche per i social, volantini. Far girare qualcosa da solo: un chatbot sul sito, uno smistamento automatico delle richieste, un'estrazione di dati dai documenti in entrata. Attenzione, perché quest'ultimo non è un abbonamento: è un progetto, e più avanti vediamo perché la differenza pesa sul conto.

Perché ti riguarda: scrivi su un foglio i tre lavori che ti fanno perdere più ore, in ordine. Se il primo è «scrivere», la scelta si gioca fra ChatGPT e Claude. Se è «immagini», guarda Google e gli strumenti dedicati. Se è «far girare qualcosa da solo», nessun abbonamento da venti euro risolve il problema e stai per spendere male. E se fra i tuoi lavori c'è scrivere testi per farti trovare, prima ancora dello strumento serve sapere come sta messo il sito: parti da una analisi SEO gratuita del sito e poi decidi cosa scrivere.

2 · Quanto costano davvero, a settembre 2026

Atrio scuro e deserto con una fila di alte colonne di vetro illuminate di altezze diverse, come un grafico a barre

Ecco i listini in euro, per un singolo utente, così come sono oggi. ChatGPT ha tre gradini: Go a circa 8 € al mese, Plus a circa 23 €, Pro a circa 103 €. Claude Pro sta intorno ai 15 € al mese. Google parte da circa 5 € con AI Plus e arriva a 21,99 € con AI Pro, che porta con sé 2 TB di spazio condivisi fra Gmail, Drive e Foto. Microsoft 365 Personal, con Copilot incluso, viaggia sui 10 € al mese.

Due cose da notare, perché sono quelle che fanno la differenza in bolletta. La prima: il gradino più alto — il Pro da cento euro — serve a chi macina lavoro pesante tutto il giorno, non a chi scrive dieci mail e due preventivi. Nove volte su dieci il gradino di mezzo è già sovradimensionato. La seconda: il piano da cinque o otto euro non è una versione mutilata, è la stessa cosa con meno messaggi al giorno. Se lo esaurisci, l'hai scoperto spendendo 8 € e non 23, e sali il mese dopo.

Perché ti riguarda: per una partita IVA che lavora da sola, la cifra giusta per iniziare è fra gli 8 e i 15 euro al mese, non venticinque. E vale la pena ricordarlo: nel regime forfettario questi costi non si scaricano, il coefficiente è già deciso — quindi ogni euro che risparmi è un euro pieno, non un euro meno tasse.

3 · Guarda cosa stai già pagando

Magazzino buio con scaffali altissimi e una cassa aperta che emette luce colorata e attrezzi olografici

Questo è il passaggio che quasi tutti saltano, ed è quello che fa risparmiare di più. Nell'ultimo anno e mezzo i fornitori hanno infilato l'intelligenza artificiale dentro abbonamenti che hai già in casa, spesso alzando il prezzo di un paio d'euro e mandando una mail che nessuno ha letto. Google Workspace Business Standard — la casella di posta con il tuo dominio, quella che paghi da anni — è passata a circa 16,80 € per utente al mese proprio perché ci hanno messo dentro Gemini: se la usi, l'AI di Google la stai già pagando. Stessa storia per chi ha Microsoft 365 in ufficio e per Copilot.

Il risultato è la trappola più diffusa del 2026: si paga due volte lo stesso strumento, una volta dentro un pacchetto e una volta come abbonamento separato attivato per curiosità. Prima di aggiungere una riga all'estratto conto, apri l'elenco degli addebiti ricorrenti della carta e leggi cosa comprendono adesso quelli che già ci sono.

Perché ti riguarda: quindici minuti passati a guardare l'estratto conto della carta valgono, in media, più di qualunque confronto fra modelli. Cerca gli addebiti mensili degli ultimi sei mesi, segna quelli che non ricordi di aver usato nell'ultimo mese e disdici. Si può sempre riattivare: nessuno di questi servizi ha un vincolo di durata.

4 · Uno solo, e per almeno tre mesi

Salone buio con due grandi porte luminose affiancate, una verde acqua e una magenta, che proiettano luce sul pavimento lucido

La tentazione di tenerne due «per confrontarli» è forte e va tolta di mezzo subito: chi ne tiene due finisce per usarli male entrambi. Questi strumenti rendono in proporzione a quanto li conosci, non a quanto sono potenti — la differenza fra un risultato mediocre e uno buono quasi sempre sta in come hai posto la domanda, non nel modello che ha risposto.

Quindi: uno solo, per tre mesi, quello che copre il lavoro numero uno della tua lista. In tre mesi impari le sue abitudini, capisci dove sbaglia e ti costruisci il tuo repertorio di richieste che funzionano. Solo dopo, se hai una ragione precisa — non una curiosità — valuti il secondo. E se nel frattempo ne esce uno nuovo di cui parlano tutti, tienilo a mente e basta: cambiare strumento ogni sei settimane significa restare per sempre al livello del primo giorno.

Perché ti riguarda: metti una sveglia sul telefono a tre mesi da oggi con scritto «serve ancora?». È la domanda che nessuno si fa e che vale, da sola, tutto il risparmio di questa guida. Quel giorno guardi due numeri: quante volte l'hai aperto nell'ultima settimana e quanto tempo ti ha fatto risparmiare. Se non sai rispondere, la risposta è no.

5 · Quando conviene pagare a consumo invece del canone

Grande locale tecnico buio con un enorme contatore olografico luminoso a parete e tubi illuminati lungo il soffitto

C'è una seconda porta che quasi nessuno apre, e per certi lavori è quella giusta. Oltre agli abbonamenti esiste il pagamento a consumo: paghi il lavoro che lo strumento fa davvero, misurato al centesimo, senza canone fisso. È la strada da prendere quando l'AI non deve chiacchierare con te, ma lavorare da sola dentro un tuo processo: il chatbot che risponde ai clienti sul sito di notte, il sistema che legge le fatture in arrivo e le smista, l'automazione che scrive le schede prodotto partendo dal listino.

La differenza sul conto è grossa e va nella direzione giusta. Un'automazione che gestisce qualche centinaio di richieste al mese, con i prezzi attuali, costa in genere pochi euro — parliamo di cifre sotto il costo di un abbonamento singolo — perché paghi solo quello che consuma. E i prezzi per unità di lavoro nell'ultimo anno sono scesi, non saliti: la versione più recente di Claude, uscita a inizio settembre, costa circa il 25% in meno della precedente. Il rovescio della medaglia è che il consumo va impostato una volta da qualcuno che sa dove mettere le mani, e va tenuto d'occhio: qui non c'è un tetto automatico come nell'abbonamento.

Perché ti riguarda: se stai pensando di attivare un abbonamento per «far rispondere l'AI ai clienti», stai comprando la cosa sbagliata. Quel lavoro non si fa con un canone da venti euro ma con un chatbot AI collegato alla tua attività che paghi a consumo, oppure con le automazioni AI in azienda se il pezzo da togliere è un processo interno.

6 · La prova dei venti minuti

Chiudiamo con la procedura, che è corta e si fa una volta sola. Cinque minuti: scrivi i tre lavori che ti pesano di più, in ordine di ore perse. Dieci minuti: apri gli addebiti ricorrenti della carta degli ultimi sei mesi, segna quello che paghi già e disdici quello che non hai aperto nell'ultimo mese. Cinque minuti: attiva un solo abbonamento, il gradino base, quello che copre il lavoro numero uno — e metti la sveglia a tre mesi.

Se dai tre lavori esce fuori che il problema non è scrivere o leggere, ma un pezzo di processo che si ripete uguale ogni giorno, allora la scelta non è fra ChatGPT e Claude: è fra tenere quel lavoro a mano o farlo fare a un sistema costruito addosso alla tua attività. È esattamente il punto di partenza di una consulenza AI per PMI, e la risposta onesta a volte è «tienilo a mano»: se un lavoro lo fai due volte al mese, automatizzarlo costa più di quanto rende.

In sintesi

Parti dal lavoro che vuoi togliere dalla scrivania, non dal nome dello strumento. I listini di settembre 2026 dicono che per una piccola attività la cifra giusta sta fra gli 8 e i 15 euro al mese, e che il gradino da cento euro è per un altro mestiere. Prima di attivare qualsiasi cosa, controlla cosa stai già pagando: Gemini è dentro Workspace e Copilot dentro Microsoft 365, e la doppia spesa è l'errore più comune dell'anno. Poi uno solo, per tre mesi, con una sveglia sul telefono. E se quello che ti serve non è uno strumento con cui parlare ma un lavoro che si fa da solo mentre tu fai altro, l'abbonamento non è la risposta: quello si paga a consumo e si costruisce una volta.

Fonti: AI Subscription Pricing Comparison 2026 (listini a confronto) · Fastweb Plus (cosa ottieni pagando un chatbot AI) · bryan.it (quanto costa Copilot) · GPTPrompts (prezzi Google AI Pro e Ultra in Italia) · Google Workspace (listino ufficiale per utente) · Mailbird (l'aumento Workspace con Gemini incluso) · Anthropic (Claude Fable 5.1 e il taglio dei prezzi).

Vuoi capire quale strumento serve davvero alla tua attività, prima di attivare l'ennesimo abbonamento?
Mezz'ora di chiacchierata, zero impegno, parlato semplice, senza tecnichese
Parliamone →