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Novità AI della settimana: l'agente entra in WhatsApp

Di Trinity · MariVision11 settembre 20268 min

TG MARIVISION · AI NEWS

Le 5 notizie della settimana, in un minuto e mezzo

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Cinque notizie, e per una volta hanno tutte lo stesso filo. Questa settimana l'intelligenza artificiale ha smesso di rispondere alle domande e ha cominciato a fare cose al posto di qualcuno: comprare, prenotare, scrivere mail, rispondere alle ricerche su Google senza mandare più nessuno sul sito che aveva la risposta.

Sono tutti fatti verificabili, con la fonte in fondo alla pagina. Qui sotto trovi cosa è successo e — soprattutto — cosa cambia per chi tiene aperta una partita IVA e non ha un ufficio informatico a cui girare la domanda.

1 · Meta mette un agente dentro WhatsApp

Officina artigiana di notte con un grande fumetto di chat luminoso sospeso sopra il banco e una mano meccanica che compila un modulo d'ordine

L'8 settembre Meta ha presentato Muse, il suo agente personale. La differenza rispetto a un assistente qualsiasi è tutta in un verbo: Muse non risponde soltanto, agisce. Manda mail, compila moduli, prenota viaggi, completa acquisti con una carta generata per la singola transazione. Gira su una macchina virtuale dedicata con un secondo agente che controlla cosa può raggiungere in rete, chiede l'approvazione prima delle azioni sensibili e tiene il registro di tutto quello che fa.

Si usa da un'app dedicata, dal sito muse.ai e — questo è il punto — dentro WhatsApp. Per ora è disponibile solo negli Stati Uniti e solo per maggiorenni, gratis per l'uso normale con piani a pagamento per chi ne vuole di più. In Europa non c'è ancora, e con gli obblighi di trasparenza in vigore da agosto è probabile che arrivi più tardi e con qualche paletto in più.

Perché ti riguarda: in Italia da WhatsApp passa metà del lavoro di negozi, artigiani e studi professionali. Quando dall'altra parte della chat ci sarà un agente che chiede lo stesso preventivo a dieci fornitori in dieci minuti, chi risponde in due giorni sarà escluso prima ancora di sapere di essere stato interpellato. Non serve rincorrere Muse: serve che le richieste che arrivano di sera trovino una risposta, e quello si fa oggi con un bot su WhatsApp o Telegram collegato al tuo listino.

2 · OpenAI rilascia GPT-6 Astra

Enorme sala server a forma di cattedrale con un nucleo luminoso sospeso al centro e fiumi di luce che salgono dal pavimento

Il 3 settembre OpenAI ha rilasciato GPT-6 Astra, il suo nuovo modello di punta: prima a un gruppo ristretto di organizzazioni, poi in distribuzione su ChatGPT Plus, Pro, Business ed Enterprise e via API. È costruito per i lavori lunghi e a più passaggi — usare il computer, navigare, scrivere codice, portare a termine una ricerca — più che per la singola domanda al volo.

Sul prezzo non ci sono sorprese in meglio: il listino a consumo resta di 10 dollari per milione di token in ingresso e 50 in uscita, in linea con il modello di punta di Anthropic. L'annuncio è arrivato in mezzo alle polemiche sulla sicurezza seguite all'attacco a Hugging Face di luglio, e OpenAI stessa ha dichiarato di aver aggiunto protezioni prima del rilascio.

Perché ti riguarda: se paghi già ChatGPT, il modello nuovo ti arriva senza aumenti e senza fare niente. Vale la pena riprovare oggi le due o tre richieste su cui l'anno scorso avevi rinunciato — un capitolato lungo, un lavoro in più passaggi — perché è esattamente lì che la differenza si sente. Se invece paghi a consumo dentro un'automazione, il conto va rifatto: il gradino di punta non è sceso, e per molti lavori un modello più piccolo basta e costa un decimo.

3 · Mistral raccoglie 3 miliardi e promette calcolo in Europa

Sala dati europea di notte con file di armadi server illuminati e una grande mappa olografica dell'Europa sospesa al soffitto

Il laboratorio francese Mistral ha chiuso un aumento di capitale da 3 miliardi di euro a una valutazione superiore ai 21 miliardi: è il più grande round mai completato da una società tecnologica europea. Guidano Samsung Electronics, lo Scaleup Europe Fund gestito da EQT e PSG Equity, con dentro anche Nvidia, BlackRock e — come nuovo investitore — il Lussemburgo.

La parte che conta non è la cifra, è dove va. Mistral dichiara di voler costruire fino a 1 GW di capacità di calcolo in Europa entro il 2030, con endpoint regionali e la possibilità per il cliente di scegliere in quale regione vengono elaborate le sue richieste. Non punta a fare «il ChatGPT europeo» per il grande pubblico: punta a governi e aziende che vogliono usare l'AI mantenendo il controllo su dove finiscono i dati.

Perché ti riguarda: se tratti dati di clienti — anagrafiche, cartelle, contratti — poter dire in quale Paese vengono elaborati non è una preferenza politica, è la riga che il consulente privacy ti chiede da due anni e che finora era difficile da scrivere. Adesso quella riga ha dietro un fornitore capitalizzato. Se stai valutando dove far girare un'automazione AI in azienda, la scelta della regione è una domanda da fare al fornitore prima di firmare, non dopo.

4 · NSA, CISA e FBI: sapere quale modello gira sotto

Sala di controllo sicurezza vista da lontano, con una parete curva di schermi che mostra una mappa del mondo attraversata da linee rosse

Nell'avviso congiunto AA26-251A, pubblicato l'8 settembre, le tre agenzie americane sostengono che sei società cinesi — DeepSeek, Moonshot AI, Alibaba, MiniMax, StepFun e Z.AI — abbiano estratto miliardi di token dai modelli di frontiera occidentali per addestrare i propri, usando account fraudolenti, abbonamenti premium comprati in blocco e servizi di instradamento per aggirare i blocchi regionali. Secondo l'avviso questa pratica è il cuore della loro strategia di sviluppo, non un accessorio.

È un'accusa, non una sentenza, e le società interessate non l'hanno riconosciuta. Ma la conseguenza pratica è già arrivata: intorno a quei modelli — economici e spesso aperti — è cresciuto un sottobosco di strumenti che nessuno dichiara in fattura, e che sono finiti dentro i flussi di lavoro di parecchie piccole aziende senza che nessuno se ne accorgesse.

Perché ti riguarda: non serve buttare via niente e non c'è nessun divieto. Serve saper rispondere a una domanda che il cliente grande, prima o poi, ti farà in fase di fornitura: quale modello gira sotto agli strumenti che usi? Se non lo sai, mandi una mail al fornitore e te lo fai scrivere. Sapere cosa c'è dentro quello che vendi è diventato parte del mestiere.

5 · Le domande correlate di Google ormai le risponde l'AI

Biblioteca buia con scaffali altissimi che si perdono nel nero e una grande finestra di ricerca luminosa sospesa al centro

Due analisi indipendenti, uscite il 9 settembre, dicono la stessa cosa. Il riquadro «Le persone hanno chiesto anche» — quello che si apre a fisarmonica sotto i risultati — ormai lo scrive l'intelligenza artificiale di Google. AlsoAsked, su un insieme di quasi 20 milioni di ricerche, misura il 97% delle risposte generate da AI Overview nella prima settimana di settembre, contro l'86% di agosto. Un'altra rilevazione arriva al 100% da agosto. Quattordici mesi fa la quota era del 12%.

Quel riquadro era la porta di servizio con cui una pagina ben scritta si prendeva visite senza dover stare in prima posizione: bastava rispondere bene a una domanda laterale. Adesso la risposta la dà Google dentro la sua pagina, e il clic non arriva. Le pagine che continuano a portare lavoro sono quelle che rispondono a una domanda commerciale precisa — chi lo fa, quanto costa, come si fa qui vicino — non quelle che spiegano un concetto generico che l'AI riassume in tre righe.

Perché ti riguarda: se il tuo sito ha una manciata di articoli scritti «per farsi trovare» e le visite calano da mesi, non è colpa tua ed è inutile scriverne altri dieci uguali. Guarda prima quali pagine reggono ancora e quali no: puoi partire da un'analisi SEO gratuita del sito e poi decidere cosa riscrivere. La regola nuova è corta: se alla domanda può rispondere una macchina in tre righe, quella pagina non ti porterà più nessuno.

In sintesi

Il filo della settimana è uno solo: l'AI è passata dal rispondere al fare. Meta ha messo un agente dentro WhatsApp che compra e prenota da solo — per ora solo negli Stati Uniti, ma il canale è quello su cui in Italia passa il lavoro vero. OpenAI ha rilasciato GPT-6 Astra e chi paga già ChatGPT se lo ritrova senza aumenti. Mistral ha raccolto 3 miliardi per costruire calcolo in Europa, e con quello la possibilità di scegliere dove finiscono i dati. Le agenzie americane hanno messo per iscritto che dietro certi strumenti economici c'è una storia poco limpida, e la domanda «quale modello gira sotto?» è diventata una domanda da fornitore serio. E Google ha chiuso l'ultima porta di servizio del traffico gratuito: da qui in avanti porta visite solo chi risponde a una domanda a cui segue un preventivo.

Fonti: Meta (presentazione di Muse) · PBS News (cosa fa Muse e dove è disponibile) · Al Jazeera (GPT-6 Astra e le questioni di sicurezza) · OpenAI (annuncio ufficiale GPT-6 Astra) · TechCrunch (i 3 miliardi di Mistral) · CISA (avviso congiunto AA26-251A) · Search Engine Roundtable (le domande correlate scritte dall'AI).

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