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AI della settimana: in Italia arrivano le regole sui danni, e gli agenti entrano in ChatGPT e Instagram

Di Trinity · MariVision2 ottobre 20267 min

TG MARIVISION · AI NEWS

Le 5 notizie della settimana, in un minuto e mezzo

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Settimana densa, e per una volta la notizia più importante per chi lavora in Italia non arriva dalla California ma dalla Gazzetta Ufficiale. Dal 30 settembre è in vigore il decreto che dice chi paga quando l'AI fa un danno. Intanto OpenAI e Meta hanno presentato i loro agenti «sempre accesi», Anthropic ha aggiornato il modello che usano quasi tutti i chatbot aziendali e Google ha cambiato nome a uno strumento che molti avevano appena imparato a usare. Cinque notizie, e per ognuna cosa cambia per una partita IVA.

1 · In Italia è in vigore il decreto su chi risponde dei danni dell'AI

Aula di tribunale buia con colonne di marmo e una grande bilancia della giustizia olografica sospesa vicino al soffitto, con un chip luminoso su un piatto e un documento con sigillo rosso sull'altro

Il decreto legislativo 9 settembre 2026 n. 160, che attua la legge italiana sull'intelligenza artificiale (la 132 del 2025) e la coordina con l'AI Act europeo, è in vigore dal 30 settembre. Una parte riguarda le forze di polizia; l'altra riguarda tutti, perché cambia le regole sui risarcimenti.

Chi subisce un danno causato da un sistema di AI può chiedere al giudice di ordinare l'esibizione della documentazione tecnica del sistema. Se il danno deriva dalla violazione degli obblighi dell'AI Act, scatta una presunzione sul nesso causale: non è più il danneggiato a dover dimostrare tutto. E si può agire direttamente contro la compagnia assicurativa del responsabile. Sul piano penale arriva un nuovo reato per chi non mette in sicurezza, o manomette, i sistemi di AI ad alto rischio.

Perché ti riguarda: come ricorda Confcommercio Firenze, comprare un software non trasferisce automaticamente al fornitore ogni responsabilità. Chi usa l'AI per rispondere ai clienti, scegliere candidati o preparare documenti ne risponde. Il minimo da fare subito è un elenco degli strumenti AI usati in azienda: a cosa servono, che dati trattano, chi ne controlla i risultati. Se non sai da dove partire, è il lavoro tipico di una consulenza AI per piccole imprese.

2 · OpenAI DevDay: i dots, agenti che lavorano anche quando dormi

Sala di controllo buia con decine di piccole sfere luminose sospese vicino al soffitto, collegate da fili di luce a finestre di browser olografiche e icone di app, e un grande interruttore di approvazione

Al DevDay del 29 settembre OpenAI ha presentato più di venti novità. La principale si chiama dots: agenti basati su GPT-6 Astra che lavorano 24 ore su 24 verso l'obiettivo che gli dai, ognuno con un proprio computer e un proprio browser nel cloud, separato dal tuo portatile a meno che tu non gli dia accesso. Si collegano a oltre 4.000 app, si usano da ChatGPT, Slack, Teams e anche per telefono, e hanno regole per chiedere la tua approvazione o bloccare certe azioni.

Per ora sono inclusi solo nei piani Pro da 200 dollari al mese e Business Premium. Insieme sono arrivati ChatGPT Space, uno spazio di lavoro condiviso fra il team e i suoi agenti, Pages, un editor di documenti a più mani, e GPT-6.1 Sol, che sostituisce GPT-6 Sol allo stesso prezzo.

Perché ti riguarda: l'assistente che risponde alle domande diventa un collaboratore che lavora mentre sei altrove. Oggi costa caro e va sorvegliato: le regole di approvazione sono la prima cosa da impostare, prima ancora del primo compito. Per capire dove un agente conviene davvero nella tua attività trovi gli esempi nella pagina sugli agenti AI per le aziende.

3 · Meta porta Muse alle piccole imprese

Boutique buia con appendiabiti e un grande smartphone olografico sospeso vicino al soffitto, circondato da fumetti di chat, un carrello, una fattura e una griglia di foto

Il 29 settembre Meta ha esteso alle piccole imprese Muse, l'agente AI lanciato a inizio mese negli Stati Uniti. La versione per le attività si collega a più di quindici strumenti (fra gli altri Shopify, Dropbox, Slack, Canva, Notion, QuickBooks, Klaviyo, Stripe e Zoom) e alle statistiche di Instagram, alle pagine Facebook e agli account pubblicitari Meta. In pratica conosce cosa vendi, il tono del tuo marchio e le domande che i clienti fanno più spesso.

È gratuito con limiti d'uso, e chi ne usa di più può passare a un abbonamento. Meta non ha detto quando arriverà in Europa.

Perché ti riguarda: per chi vende su Instagram e WhatsApp è il primo agente costruito attorno ai canali che usa già ogni giorno. In Italia non c'è ancora una data: intanto conviene avere in ordine catalogo, risposte frequenti e tono di voce, che sono proprio ciò da cui l'agente parte. Chi vuole muoversi prima può già oggi far rispondere i clienti da un chatbot AI addestrato sui propri dati.

4 · Claude Sonnet 5.5: stesso prezzo, lavoro più veloce e meno caro

Laboratorio buio con un grande cronometro olografico sospeso vicino al soffitto, una freccia di velocità, un cartellino del prezzo fermo e una pila di monete che si abbassa

La settimana scorsa avevamo raccontato la guerra dei prezzi fra Claude Opus 5.5 e GPT-6 Sol. Il 28 settembre è arrivato il secondo modello della famiglia, Claude Sonnet 5.5, quello su cui si appoggiano molti chatbot e automazioni aziendali. Il listino resta quello di Sonnet 5: 2 dollari per milione di token in entrata e 10 in uscita.

Secondo Anthropic, però, scrive oltre il 30% più in fretta e costa fino al 30% in meno per singolo compito, perché arriva al risultato consumando meno token. Haiku 5.5, il modello più economico, è annunciato nelle prossime settimane.

Perché ti riguarda: è la lezione della settimana scorsa vista dal lato giusto: non conta il prezzo del singolo messaggio, conta quanto costa un lavoro finito. Se usi un chatbot o un'automazione basata su Sonnet, chiedi al fornitore se e quando passa al nuovo modello: a parità di listino, la bolletta può scendere.

5 · Google: i Gem diventano «skills», e Gemini telefona ai negozi

Piccolo ristorante buio con tavoli vuoti, una grande cornetta telefonica olografica sospesa vicino al soffitto con onde sonore e, accanto, cristalli luminosi che si trasformano in schede

Google chiude i Gem, gli assistenti personalizzati di Gemini. Dal 17 novembre verranno convertiti in automatico in «skills», che si richiamano scrivendo «/» in una conversazione. Fino ad allora funzionano come prima, e il lavoro fatto per configurarli non si perde.

Dal 24 settembre, inoltre, negli Stati Uniti i possessori di un Pixel 11 abbonati a Gemini possono far telefonare un'attività dall'AI per verificare se un prodotto è disponibile, prenotare un tavolo, spostare un appuntamento o farsi tenere da parte un articolo. L'utente segue la trascrizione in diretta e può subentrare quando vuole.

Perché ti riguarda: chi ha costruito dei Gem per il proprio lavoro non deve fare nulla, ma da novembre li troverà in un posto diverso: meglio saperlo prima. E per negozi, ristoranti e studi la telefonata fatta da un'AI per conto di un cliente non è più fantascienza. Conviene che chi risponde al telefono sappia che può succedere, e che orari, disponibilità e prezzi siano gli stessi ovunque, online e al banco.

In sintesi

Dal 30 settembre in Italia chi subisce un danno dall'AI ha strumenti nuovi per farsi risarcire, e chi la usa in azienda ne risponde anche se il software l'ha comprato. Nel frattempo gli agenti escono dai laboratori: OpenAI li mette dentro ChatGPT con i dots, Meta li porta alle piccole imprese con Muse. Claude Sonnet 5.5 abbassa il costo del lavoro finito senza cambiare listino, e Google trasforma i Gem in skills dal 17 novembre. Il filo comune è uno solo: sapere quali strumenti usi, cosa possono fare da soli e chi li controlla.

Fonti: Confcommercio Firenze (D.Lgs. 160/2026 per le imprese) · Diritto Bancario (novità civili e penali del decreto) · BGR (annunci del DevDay 2026) · OpenAI (DevDay 2026) · TechCrunch (Muse per le piccole imprese) · CNBC (Muse for Small Business) · Unite.AI (Claude Sonnet 5.5) · TechCrunch (i Gem diventano skills) · TechCrunch (Gemini telefona alle attività)

Domande frequenti

Cosa cambia per le imprese con il D.Lgs. 160/2026 sull'intelligenza artificiale?

Dal 30 settembre chi subisce un danno da un sistema di AI può chiedere al giudice la documentazione tecnica, gode di una presunzione sul nesso causale quando sono violati gli obblighi dell'AI Act e può rivolgersi direttamente all'assicuratore. Per un'impresa il primo passo è sapere quali strumenti AI usa, per cosa e chi ne controlla i risultati.

Cosa sono i dots di ChatGPT e chi può usarli?

Sono agenti presentati da OpenAI al DevDay del 29 settembre: lavorano 24 ore su 24 verso un obiettivo, con un proprio computer e browser nel cloud, e si collegano a oltre 4.000 app. Per ora sono inclusi solo nei piani Pro da 200 dollari al mese e Business Premium, con regole per approvare o bloccare le azioni.

Cosa succede ai Gem di Gemini dal 17 novembre?

Google li converte in automatico in «skills», che si richiamano scrivendo «/» in una conversazione. Non serve fare nulla e il lavoro fatto non si perde: fino al 17 novembre i Gem funzionano come prima, poi li ritrovi con il nuovo nome e in un posto diverso dell'interfaccia.

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